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martedì 5 luglio 2016

Suite - mostra personale di Patrizia Cassina - dal 8 luglio al 2 agosto 2016 - San Pietro in Atrio - Como



Un appuntamento con l'arte da non perdere!!! Giovedì 7 luglio 2016 alle ore 18.30, a San Pietro in Atrio, in via Odescalchi a Como, verrà inaugurata "Suite" la mostra personale di Patrizia Cassina. Le splendide e sale dell’ex chiesa di San Pietro, situata nel cuore del centro storico, ospiteranno una trentina di opere realizzate dall’artista negli ultimi due anni.
Opere particolari ed interessanti: smalti e collage su carta riportata successivamente su tela, di medie e grandi dimensioni, frutto di due anni di intenso lavoro e di ricerca, in cui Patrizia Cassina ha aggiunto molti elementi innovativi nel suo percorso artistico.
Patrizia Cassina, che ha lavorato come stilista negli atelier parigini di Karl Lagerfeld e Thierry Mugler, inizia a dipingere nel 1984 come autodidatta, ma è dal 2004 che la sua arte – grazie all’incontro con il maestro Pierantonio Verga, all’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como – prende uno sviluppo nuovo.


Negli anni ha esposto le sue opere in diverse mostre collettive, l’ultima delle quali presso la Chie Art Gallery di Milano. Nel 2009 ha tenuto la sua prima personale intitolata Dentro al Circolo Culturale di Seregno. Nel gennaio 2011 ha esposto all’Ambasciata di Francia a Bucarest. Nel 2012 ha presentato la personale "Quasi" presso Casa Brenna Tosatto a Lenno, sul Lago di Como. L’anno dopo "Attraverso" a Villa Bernasconi a Cernobbio.
Attualmente insegna pittura all’Accademia Aldo Galli di Como. Vive e lavora a Cernobbio.
La mostra, realizzata con la collaborazione e il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Como, è curata dal Elisabetta Mossinelli e sarà aperta fino al 2 agosto, tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 19.
Non potete perderla!!

Un gioco di seduzione
di Elisabetta Mossinelli


Quale immagine più efficace del Don Chisciotte, il cavaliere errante per eccellenza, per suggerire il senso del perdersi, dello smarrirsi senza meta, dell’abbandonarsi? Quando entro nello studio di Patrizia, mi racconta subito della suggestione ricevuta da un brano di musica classica.

Nasce per folgorazione dall’ascolto di una suite del Don Chisciotte di Strauss, l’ispirazione a creare questa serie di lavori. E a quel primo brano ne seguono altri che si intrecciano alla sua pittura. Così che al momento di scegliere il titolo per la mostra, Suite sembra l’unico possibile. Suite è una successione di tempi, in un’alternanza ritmica. Ma quelle proposte da Patrizia diventano suite di colore.

D’istinto accosta colore e suono, vista e udito a produrre una sinergia di sensi. Una sinestesia. Come se si potesse ascoltare il colore. E’ subito chiaro quali forze voglia mettere in campo, con che cosa si voglia confrontare. Si sa che il mondo dei colori non si può dominare con l’intelletto, quindi per coglierne l’essenza è necessario abbandonarsi.

Ma non è facile per un carattere volitivo, e allora sembra profilarsi in lei un’idea provocatoria: dipingere a partire dal colore. Se i colori sono simboli primariamente emozionali, per comprenderne il significato conviene calarsi nell’emozione che essi evocano con delicatezza e sensibilità, più che con acume d’intelletto. Di qui la suggestione della musica. Sa di maneggiare un materiale insidioso Patrizia: dai colori verso i sentimenti, il viaggio dentro il colore è viaggio dentro di sé. Ma lo affronta in maniera risoluta. Si immerge nel colore. Vi si incarna. E l’esperienza che fa è quasi mistica: per l’intensità del coinvolgimento e la profondità di percezione. Ne emergono le Suite di blu notte, di rosso bruciato, sequenze di variazioni di toni, ma soprattutto di umori. Che vibrano e hanno in sé l’instabilità e il trascolorare delle emozioni.

Se fare arte è davvero, come sosteneva Picasso, dare forma ai nostri spiriti, l’artista è tale solo nella misura in cui riesce a evocare in chi guarda sentimenti analoghi ai propri. La sfida che Patrizia lancia a se stessa ha bisogno, quindi, della condivisione con l’esterno. C’è bisogno di un’ apertura.

Quella che oggi si avverte tra le pareti delle sue suite. Dove suite è anche la stanza, ambiente noto nelle sue opere, lo spazio che contiene, la geometria che garantisce una struttura. Perché abbandonarsi al colore può disorientare, e allora è lecito mantenere un punto di riferimento.

L’architettura delle suite è quella conosciuta, ma ora si apre, inclina le pareti per permettere l’ingresso. I muri delle sue stanze diventano quinte mobili, sipari. Avanzano e indietreggiano, palesano e nascondono, assecondando un gioco come in un rituale di seduzione. Mai troppo vicine né lontane. In bilico tra equilibrio e vertigine. Le strisce sottili di bianco applicate sulle carte aprono dei varchi. Indicano vie di fuga o di penetrazione. Gli spazi bianchi inseriti nei collage interrompono la sequenza del ritmo dato. Il bianco ha preso il posto del grigio. E’ luce, espansione, trasparenza. Patrizia lo usa per porre una distanza emotiva, tornare in superficie. All’opposto il nero è necessario per affermarsi. Il nero colore dell’inconscio, assoluto. Che non è solo colore ma è una forza.
Il bianco e il nero come l’alfa e l’omega, la luce e la tenebra nella dialettica coscienza-inconscio, sono gli assoluti entro i quali l’artista si muove nell’esplorazione del colore-emozione. In mezzo si apre il ventaglio delle possibilità: dai più morbidi e dolci blu, ai rossi vellutati che degradano nei pallidi rosa-carne e pesco.
I passaggi delle scoloriture così cariche di strati, di sensazioni, di vita, sono attimi testimoni del tempo che scorre. Come battiti di un metronomo tengono il ritmo. Ci invitano, in realtà, ad essere qui e ora. Presenti a noi stessi.
Il perdersi cui aspira Patrizia, quindi, non è alienarsi dal mondo, estraniarsi da sé, ma al contrario un esercizio di immersione e concentrazione per raggiungere uno stato di sintonia e ricettività profonde.
E’ un perdersi per trovarsi.
Il mezzo migliore per sfuggire il mondo è l’arte. Il mezzo più sicuro per entrare in contatto col mondo è l’arte. Goethe.




SUITE - MOSTRA PERSONALE DI PATRIZIA CASSINA
San Pietro in Atrio, via Odescalchi 3 - Como
Orari
martedì-domenica 11-19
inaugurazione giovedì 7 luglio ore 18.30