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martedì 17 aprile 2012

Il Rebus: musica da scoprire


Il progetto Rebus nacque nel 2008. In origine  l’idea del gruppo era quella di riproporre delle cover arrangiate in modo innovativo ed insolito, per potersi distingue dalle innumerevoli cover band presenti sullo scenario Nazionale. Il Rebus decise così di trovarsi faccia a faccia con  artisti come Battiato, Dalla, Massive Attack, Bluvertigo, PFM e molti altri ancora,  per poter proporre una volta sul palco la propria idea e il proprio concetto di musica.  Quando un artista è in grado di poter ritoccare un arrangiamento può sentire la voglia di creare anche qualcosa di originale  ed  infatti il Rebus ha proposto una serie di brani inediti che hanno portato il gruppo  alla   vittoria del BEST ITALIAN ACT per il concorso CER.CO.BAND 2010 organizzato da MUSICA IN RETE e la vittoria nel concorso SBANDANDO organizzato dal comune di Seveso e dal Portale BAND IN ITALY. Una grande soddisfazione ed una grande prova di maturità artistica per tutti i suoi componenti.

Ora il gruppo si sta dedicando alla realizzazione di un Mini EP e al perfezionamento del proprio Live, proponendo anche degli inserti audio e citazioni di grandi autori come Pier Paolo Pasolini e George Orwell. In questi anni IL REBUS ha solcato diversi palchi tra cui: - Festa della Birra di Misinto (MI)- Honky Tonky Seregno (MI) - Woodstock Grandate (CO) - Hangar Como- Festa della Prima Goccia Turate (Co). Recentemente si sono Esibiti due volte in Piazza Cavour a Como ed al Teatro Sociale di Como.
La splendida voce del leader del gruppo è estremamente potente ma piacevole e insieme alla loro musica il risultato è entusiasmante ed appassionante.





Dicono di noi:
“L’enigma rimane racchiuso nel nome non nel sound […]
vero punto di forza della band e risultato di un attento lavoro
sugli arrangiamenti a testimonianza della maturità artistica
raggiunta.”
[livemusiclombardia.it]

“..il parere è largamente positivo, di crescita rispetto a quanto
avevo sentito prima, ottima costruzione dei brani in fase di
arrangiamento, maturità espressiva, insomma, nonostante il
tono da professore di terza, ottima prova. Scoprivàteli!”
[Alessio Brunialti – La Provincia]

Il rebus con i loro testi e la loro pulizia musicale sono stati capaci di scalare la classifica raggiungendo la finale di Piazza Cavour e ottenendo nella Notte delle Band il premio come Best Italian Act, come portabandiera dei testi in italiano e delle musica melodica del Bel Paese



Dicono di noi:
“L’enigma rimane racchiuso nel nome non nel sound […]
vero punto di forza della band e risultato di un attento lavoro
sugli arrangiamenti a testimonianza della maturità artistica
raggiunta.”
[livemusiclombardia.it]

“..il parere è largamente positivo, di crescita rispetto a quanto
avevo sentito prima, ottima costruzione dei brani in fase di
arrangiamento, maturità espressiva, insomma, nonostante il
tono da professore di terza, ottima prova. Scoprivàteli!”
[Alessio Brunialti – La Provincia]


Giulio Figini al Basso - Diego Grippo alla Batteria - Daniele Molteni alle Chitarre - Paolo Ghirimoldi alla Voce e Chitarra acustica





Senza musica, la vita sarebbe un errore  Nietzsche Friedrich




(a Diego...“Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà.”)







sabato 14 aprile 2012

Il giardino della Valle: una splendida oasi naturale a Cernobbio



Nella splendida Cernobbio si nasconde una vera e propria perla naturale curata con amore e dedizione: il Giardino della Valle. Questa oasi giardino, luogo di incontro per bambini, giovani, anziani, famiglie, artisti è stato ricavato a partire da un'ex-discarica abusiva. Fino agli anni '80 questo luogo era una vera porcheria quasi una fogna a cielo aperto, in cui venivano gettati innumerevoli rifiuti... Una discarica vera e propria sulle sponde del torrente Garrovo lungo il muro di cinta di Villa d'Este, ma grazie all'impegno e al cuore della signora Pupa Frati, che tutti i cernobbiesi conoscono come Nonna Pupa la zona è stata completamente trasformata ed appare lussureggiante e ricca di vita.



Nonna Pupa abitava nelle vicinanze e inevitabilmente notava con tristezza tutto quello scempio ogni volta che tornava a casa, percorrendo a piedi via Plinio, così decise di agire. Chiese il permesso al Comune per poter bonificare l’area e cominciò a liberarla dai rovi e dalle immondizie, aiutata dapprima dai nipotini Michele e Giulia e poi da altri familiari e amici. Poi, poco alla volta, cominciò a dissodare il terreno povero e sassoso, arricchendolo con terriccio “buono” raccolto nei boschi vicini e con del compost ottenuto dai i resti vegetali provenienti dalla manutenzione dei parchi pubblici, che si faceva regalare dagli operatori ecologici comunali. A poco a poco ha trapiantato arbusti, fiori e alcune piante da frutto, in parte acquistate e in parte cedute da amiche e conoscenti. Sfruttando la conformazione del terreno, Pupa ha modellato un vero e proprio percorso tracciando dei sentieri, costruiendo vialetti, gradini, aiuole, ponticelli e anche un giardino roccioso. Nella zona centrale ha creato un piccolo stagno con pesci rossi e piante acquatiche. Nonna Pupa è riuscita infatti a “salvare” e riutilizzare molte piante che l’amministrazione comunale faceva sostituire nelle aiuole perché sfiorite e perfino le vecchie panchine della riva scartate dal Comune, adeguatamente riparate e ridipinte, adesso offrono una piacevole sosta a chi passeggia tra il verde. L’esempio di Pupa ha coinvolto anche altri suoi amici, che l’hanno aiutata nella bonifica anche di altre aree adiacenti; in varie tappe è nato così il Giardino della Valle, oggi abbellito anche da simpatiche sculture in legno dello scultore locale Giosué (detto Giò) Aramini. Nel 2001 nacque l’omonima Associazione, fondata per garantire la conservazione, la manutenzione ed il miglioramento di questa piccola area verde. 



Le rive sassose, piene di sterpi ed immondizia sono ormai un lontano brutto ricordo ed ora ospitano un grazioso giardino pubblico, con aiuole di splendidi fiori, uccellini che cinguettano, romantiche panchine all'ombra degli alberi . In questi anni il Giardino della Valle ha ospitato molti visitatori e anche diversi eventi culturali come concerti, mercatini, concorsi floreali e spettacoli di vario genere, che hanno contribuito ad aumentarne la fama.


Chi volesse visitare questo piccolo paradiso può raggiungerlo comodamente in macchina oppure a piedi o in battello. Se si usa l'auto basta prendere la Via Regina da Como a Cernobbio, arrivare alla rotonda di piazza Mazzini (la prima rotonda del paese) e prendere Via Volta, poi Via della Libertà; proseguire lungo questa strada fino a quando non si arriva a un grande spiazzo che funge da parcheggio, subito alla destra si troverà Via Monte Groppa e l'ingresso del giardino botanico.


Coloro che lo vorranno potranno raggiungere tale luogo anche dopo una piacevole gita in battello; sia che si venga da Lenno sia da Como, basta scendere all'imbarcadero di Cernobbio. Una volta messo piede a terra ci si troverà sulla piazza del lungo lago di Cernobbio, Piazza Risorgimento, da lì si potrà proseguire in direzione Villa D'Este, riuscendo anche a fare un giro all'interno del vecchio centro del paese, si arriverà così sulla Via Regina. Dopo alcuni metri a sinistra si scorgerà la Via Adda e l'ingresso sud del parco.
Il Giardino della Valle è un tesoro di inestimabile bellezza, un luogo segreto ed intimo in cui passare del tempo per rilassarsi magari leggendo un buon libro, ascoltando i suoni della natura, respirando a pieni polmini i profumi dei fiori.


...C'è un luogo dove la pace della natura filtra in noi come la luce del sole tra gli alberi. Dove i venti ci comunicano la loro forza e gli affanni si staccano da noi come foglie. Non è difficile arrivarci: basta guardarsi dentro e avere un cuore pulito... R. Battaglia


Il giardino della valle ospita spesso eventi culturali, concerti, mercatini. E' uno dei luoghi più belli di Cernobbio e deve essere visitato !!!


Un bellissimo video dedicato alla danza realizzato presso il giardino della Valle da Semarah Dance


http://youtu.be/-Q5Afuv2xY4

Broletto- Como - Antonio Pedretti: territori dell'essere

Il Maestro Antonio Pedretti torna a Como dopo il grande successo di critica e pubblico riscosso alla 54° Biennale Internazionale d’Arte alle Corderie dell’Arsenale di Venezia, la mostra istituzionale di Ascoli Piceno presso il Forte Malatesta e la ricca mostra nella chiesa di San Cristoforo a Lodi.
Torna perché non è mai mancato, torna perché le sue immagini, astratte e figurative al contempo, sono le nostre immagini, torna perché forte è il legame con la città e soprattutto con la natura che la circonda, dai margini del lago agli intensi ed espressivi bianchi lombardi. Il profondo rapporto con la natura e la sua personale rappresentazione, trasmettono sensazioni e riecheggiano ricordi che arrivano dirette dalla nostra memoria.
In ogni opera del Maestro, che sia un ampio paesaggio o un ingrandimento di un particolare, traspare una forza e una tensione che solo egli sa dare, padrone della tecnica pittorica come raramente si può riscontrare nell’universo dell’arte contemporanea, egli percorre la sottile linea che separa la tradizione figurativa dall’informale più astratto, entrando e uscendo da queste tecniche, ma sempre con l’impronta personalissima che assume a riflesso della contemporaneità. Il gesto, il segno ed il colore, riflettono la sua forte emotività e passione, interrotti solo dai personali drapping che frammentano lo spazio aumentando la profondità fisica e della memoria.
Nella meravigliosa location del Palazzo del Broletto di Piazza Duomo, sede originaria del Comune di Como, edificato nel 1215 in stile gotico-romano, sono esposte opere di grandi dimensioni, dal monumentale Bianco lombardo di 200x520 cm. all’opera esposta alla 54° Biennale Internazionale d’Arte a Venezia di 180x250cm., mentre alla MAG, dove l’eleganza e la raffinatezza sono le principali caratteristiche dello spazio, ci saranno molte più opere di dimensioni più ridotte.
La mostra è organizzata e curata da Salvatore Marsiglione direttore della galleria Mag.
info:
Antonio Pedretti
territori dell’essere

Palazzo del Broletto - Piazza Duomo - Como
inaugurazione giovedì 5 aprile 2012, ore 18:00
dal 6 al 29 aprile 2012
Orari: da martedì a venerdì 15:00 | 19:00
sabato, domenica e festivi 10:00 | 12:30 - 15:00 | 19:00
testi di Claudio Rizzi e Mario Quadrarolicon saggio critico di Stefano Crespi e la collaborazione di Giusi Veronelli
Con il Patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Como e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como.

MAG Como dal 10 aprile al 26 maggio 2012, Via Vitani n° 31/33.
Orari mostra: Martedì | Sabato 10:00 | 19:30
In altri giorni e orari su appuntamento



Fabrizio Musa: Como- New York allo spazio espositivo Rattiflora

Fin dal suo esordio artistico, nella seconda metà degli anni Novanta, Fabrizio Musa ha contaminato le tecniche pittoriche più tradizionali con le nuove tecnologie.
Indagatore da tempo dell’arte digitale, l’artista ha coniato il termine “Scanner Art” per definire il particolare procedimento con cui realizza le sue opere.
Musa riduce la definizione dell'immagine che successivamente reinterpreta manualmente attraverso una pittura in bianco e nero, con rari accenni di
altre tinte.
Fabrizio Musa, (Como 1971) vive e lavora tra Como e New York.
Utilizzando lo scanner, Musa trasforma le sue fotografie in file txt (solo testo), ottenendo una riduzione della definizione dell’immagine, successivamente reinterpretata manualmente attraverso una pittura in bianco e nero, con rari accenni di altre tinte. Il metodo di lavoro di Fabrizio Musa, contempla una pluralità di tecniche ed è stato in più occasioni legato all'architettura.


Dal 2008 collabora con l’architetto Mario Botta in un progetto di rielaborazione pittorica delle sue architetture realizzatosi poi in diverse mostre: “Chiesa del Santo Volto Txt” a Torino in occasione del XXIII Congresso Mondiale di Architettura nel 2008, la mostra “Mario Botta.Txt” alla Galleria Montrasio Arte a Monza, fino a “Culture Nature” alla Biennale di Venezia, 12esima Mostra Internazionale di Architettura nel 2010.
Tra le sue ultime mostre si segnalano le personali “Bruxelles.Txt al Museo CIVA (Centre International pour la Ville, l’Architecture et e Paysage) di Bruxelles nel 2010, “Cina,Txt”, Galleria Obraz, Milano, “Tribute to Terragni” presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles nel 2004, “Terragni.Txt” al Palazzo del Broletto di Como, il wall paint (opera pubblica permanente) 'Novocomum XXL txt' realizzato a Como in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Terragni, 2 wall paint pubblici (permanenti) a Como in Via Carloni Asilo Sant'Elia XXL txt I e II , “Fabrizio Musa” alla galleria Artmakers di Stoccolma, “Bergamo.Txt”, Galleria Triangoloarte Bergamo, e “Tribute to Kubrick” alla Galleria Pitturaitaliana a Milano.
Tra le collettive “Miniartextil 2011” a Como, “Italian Artist in NYC” International Studio and Curatorial Program (ISCP) a Brooklyn, NY, il “Premio Cairo Communication” al Palazzo della Permanente di Milano nel 2004, l’asta da Sotheby’s Milano “MasterPiece”, la 56° edizione del “Premio Michetti” presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH), nel 2005 “Lunchbox auction” con Christie’s NYC alla Wooster Projects Gallery di New York, la “Biennale di Monza” nel 2007, con un’opera dedicata ad una installazione di Mauri, premiata alla Biennale e acquistata dalla città, il “Premio La Fenice” di Venezia nel 2004 e 2005 e la mostra “Plastica d’Artista” al muso della Scienza e Della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano.
Riguardo ai lavori legati all’architettura dice di lui l’architetto Mario Botta:
“Musa studia il linguaggio dell’architettura traducendolo in modo autonomo sulla tela, facendolo cioè diventare linguaggio pittorico a tutti gli effetti, con risultati che sorprendono, lavora sulla luce come io lavoro sull’organizzazione dello spazio architettonico, riporta nel suo bianco e nero i risultati delle ombre nate dal contesto tridimensionale dell’opera. Ed è per me una sorta di verifica della “tenuta” dei miei lavori: l’architettura è sempre stata pensata come spazio, come struttura tridimensionale, e vederla “appiattita” sulla tela è una lettura che non avevo mai immaginato. La sorpresa è che questo tipo di lettura permette di “immaginare” la terza dimensione, che viene però offerta bidimensionalmente, come una cartografia, una radiografia in positivo tra luce ed ombra, con risultati poetici.”
inaugurazione 22 marzo 2012 ore 18.30
c/o RATTIFLORA - Via Borgovico, 163 - Como
dal 23 marzo al 26 aprile 2012
aperto da martedì a sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 19.00

Matteo Galvano: maestro della penna a biro

Matteo Galvano nasce a Como nel 1983 e compie gli studi presso l'Istituto d'Arte di Cantù dove si diploma brillantemente.
Disegnatore e scultore, ha realizzato numerose mostre sia in Italia che all’estero, ricevendo recensioni da critici, riviste specializzate e quotidiani.
Ha fatto esposizioni private e pubbliche come Art-Design/scenografie presso i set di studi cinematografici e sfilate di moda.
Nelle sue opere l'artista utilizza uno strumento contemporaneo estremamente comune: la penna a biro. I critici che hanno scritto su di lui dicono: "La sua tecnica parte dal magico intreccio del nero e del bianco, della vita e della morte, dell'essere e del non essere; il tutto con una precisione che enfatizza la beltà degli elementi raffigurati. Il suo tratto è vivo, perché tutto richiama il movimento". I soggetti raffigurati sono architetture contemporanee: palazzi, cartelli stradali, lampioni, semafori, "giungle urbane", senza la presenza di esseri viventi o mezzi in movimento quasi a voler rendere esclusivamente protagonista tutto ciò che l'uomo ha costruito. Nelle "pittura a biro" di Galvano si può osservare la ricerca dello spazio e dell'effetto ottico dato alle strutture in rilievo grazie a un sapiente utilizzo della luce.  La critica d’arte Elisa Pini, con la quale Galvano collabora, parla così della “pittura” dell’artista comasco: "Le architetture urbane di Galvano colpiscono per i volumi definiti, sottolineati da sapienti effetti chiaroscurali. Palazzi e grattacieli “nascono” dallo sfondo bianco con una forza espressiva dirompente."
Matteo Galvano dal 2008 lavora anche con la scultura raffigurando in prevalenza soggetti animali e esseri umani. Le sue sculture sono formate da pezzi di scarto di metallo lavorati e assemblati. Nelle sue opere si notano dei particolari voluti dallo stesso artista, che fanno pensare e vedere espressioni di vitalità e dinamicità, pur essendo sculture rigide e prive di movimento. Matteo Galvano, pittore e scultore, è un artista che è riuscito a sviluppare una tecnica pittorica, con la quale è possibile ottenere veri e propri dipinti semplicemente sostituendo i tradizionali pennelli e colori con un semplice strumento di uso comune, la penna biro, che nelle sue sagaci mani diventa protagonista indiscussa di capolavori che suscitano immediato interesse nello spettatore.
Lucia Magatti, direttrice della galleria Estense Arte di Cernobbio lo descrive con queste parole "Galvano riesce infatti ad ottenere effetti chiaroscurali impressionanti, e fa nascere opere di architettura sbalorditive. Con la sua "pittura a Biro" Galvano accosta linee e orditure l'una all'altra, in modo da creare un soggetto urbano, ricco di luci e sfumature senza l'ausilio del colore, dove il bianco regna sovrano con la sua luce e il nero ne esalta la purezza. Una pittura apparentemente semplice ma che non ammette cancellature, il quale utilizzo richiede una grande capacità artistica e un'estrema precisione nell'eseguire l'opera.
La "pittura a biro" è una tecnica artistica molto impegnativa e di altissimo livello, una tecnica che impegna l'artista a pensare tutta l'opera, per poi riproporla senza possibilità di errore sul foglio, una tecnica che non può essere considerata semplice o banale.





Un grande artista che ama rappresentare una pittura pulita e semplicemente sbalorditiva. (A.L.)