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martedì 4 ottobre 2016

miti e leggende: Il mostro del Lago di Como

Amici quanti di voi sono attratti da mostri, leggende e racconti misteriosi ?  Ebbene sappiate che anche intorno al nostro bellissimo lago si cela una leggenda...
Se pensiamo a mostri lacustri è inevitabile focalizzarsi sul mostro di Lochness ovviamente, ma anche il lago di Como nasconde un segreto da molti anni.. Molte persone dichiarano di essere stati testimoni di  avvistamenti di una creatura enorme e molto particolare... Il nostro lago non affascina solo per la sua bellezza e non si può totalmente escludere la presenza di una creatura nel Lario, poiché è davvero molto profondo, ricco di grotte e possibili nascondigli per noi quasi irraggiungibili. A quanto pare il primo avvistamento del mostro del Lario alias Larrie risale al 1946 esattamente 70 anni fa e come accade in ogni leggenda che si rispetti ci sono moltissime descrizioni diverse dell'essere sconosciuto... Enorme lungo 10 metri o decisamente più piccolo e con una forma completamente differente. Con muso lungo, corto, pinne, coda e chi più ne ha più ne metta.. Ad ogni modo qualcosa di vero ci deve essere per forza. Il primo avvistamento fu in alto lago nelle acque del Pian di Spagna e da allora le apparizioni si susseguirono frequentemente,  forse mosse anche da suggestione popolare. Nel 1954 fu avvistato uno strano animale vicino ad Argegno con il muso pronunciato, la parte posteriore del corpo arrotondata e le zampe palmate. In questo caso la bestiola era piccina, ma  decisamente inusuale.. Uno degli episodi più curiosi accadde nel 1957  a Dongo dove venne avvistato un animale enorme da più di un testimone. La gente era così sicura e preoccupata che  successivamente fu effettuata una spedizione di biologi i quali confermarono di aver visto uno strano animale con la testa allungata e corpo affusolato, ma di non aver capito di cosa si trattasse... Altri avvistamenti sono stati registrati nel corso degli anni e uno degli ultimi risale al 2003. Cosa avranno visto? C’è davvero una creatura mostruosa nel lago? E’ bene sapere che nel lario possono vivere dei pesci che possono raggiungere delle dimensioni inquietanti come le carpe ad esempio, che possono essere confuse con qualcosa di meno comune, oppure qualche animale esotico magari scappato da un privato   che possa aver trovato ristoro nelle acque del lago. Chi può dirlo… Aspettiamo con altre segnalazioni ed avvistamenti. Riguardo a Larrie alcuni esperti sostengono che potrebbe trattarsi di un lariosauro, una creatura realmente esistita, un rettile acquatico vissuto più di 200 milioni di anni fa. I suoi resti fossili sono stati ritrovati in tutta Europa e non ci crederete, ma uno dei primi esemplari di fossile fu scoperto proprio sul nostro lago, a Perledo, nella prima metà dell’ottocento. Questo contribuisce ad alimentare la credenza popolare sul nostro possibile “mostro” e ci piace dire che il bello delle leggende è che a volte sono vere… 


martedì 27 settembre 2016

Fondazione Stefano Borgonovo: sosteniamo la ricerca



Ogni forma di comunicazione anche quella fatta da un piccolo blog può e deve servire a qualcosa di importante. E nel nostro piccolo vogliamo ricordare ed invitare tutti a sostenere una causa nobile. Sto parlando della Fondazione Stefano Borgonovo Onlus il cui scopo è la promozione della ricerca scientifica in ogni sua forma, in ambito medico, riabilitativo, l’assistenza psicologica e l’elargizione di contributi per l’assistenza domiciliare ed ospedaliera a favore dei malati della schifosa maledetta ..........(stronza è troppo poco). Sto parlando della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). La chiamo così, per non dire di peggio, perché la persona che sta scrivendo questo post ha vissuto in prima persona il calvario di avere in casa questa terribile malattia. Una malattia che si è portata via grandi uomini e grandi donne in un modo così cattivo e devastante da lasciare basiti, sorpresi e impotenti. Stefano Borgonovo era uno di questi. Un grande uomo! Un grande campione! Un campione di coraggio e di dignità! Un leone che ha lottato fino alla fine! Nato a Giussano nel  1964 esordì in Serie A a 18 anni poi vestì i nostri colori nel 1982 con la maglia del Como. Nel 1986 venne acquistato dal Milan, ma rimase a Como per altre due stagioni per poi essere dato in prestito alla Fiorentina. Qui formò  insieme a Roberto Baggio una coppia d’attacco indimenticabile! 


Nel 1988 venne chiamato in Nazionale. Nella stagione 1989-90 vestì la maglia rossonera giocando con il trio dei super olandesi e con un decisamente e meritatamente noto Marco Van Basten come idolo della squadra, Stefano riescì comunque a mettersi in mostra e non fu  cosa da poco.. Purtroppo subì  un grave infortunio al ginocchio che lo tenne spesso fuori dal gara. Lottando come un leone tornò a pieno regime ancora nella Fiorentina, per poi giocare con le maglie di Pescara,Brescia e Udinese. Chiude la sua carriera 1996. Nel 2000 iniziò da Como la sua carriera da allenatore dei settori giovanili, poi nel 2005 diede l'addio al mondo del calcio. Purtroppo nel 2008 ci fu l'annuncio: dichiarò di essere stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e di non essere in grado di parlare se non per mezzo di un sintetizzatore vocale. Negli anni successivi Borgonovo fu insignito di importanti riconoscimenti quali l ‘Ambrogino d’Oro a Milano nel 2008, l’Abbondino d’Oro a Como nel 2009 e il Fiorino d'oro a Firenze nel 2010. Nello stesso anno nasce la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, che sostiene la ricerca per provare a combattere e vincere la SLA. Nel corso degli anni la Fondazione ha dato vita ad una serie di iniziative per la raccolta fondi, con partite benefiche organizzate allo stadio Franchi di Firenze e a San Siro a Milano. 



Sin dall’ inizio, la Fondazione si é impegnata ad attirare l’attenzione delle istituzioni e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, una malattia neuro-degenerativa progressiva per la quale non esiste una cura. Credetemi, solo chi contrae o chi si trova a stretto contatto con qualcuno che abbia la SLA può capire davvero che razza di inferno sia. E’ davvero una cosa tremenda!! Quando diagnosticarono questa malattia nella mia famiglia non avevo nemmeno idea di cosa fosse e non sto parlando degli anni 20. La mia esperienza è recente,  ne avevo sentito parlare, ma non sapevo a cosa stavamo andando incontro. Non sapevamo che avrebbe stravolto tutto le nostre vite! Per questo è importante che la gente sappia e soprattutto è importante trovare una cura o cercare di trovare una forma di prevenzione. Qualsiasi indizio o passo in  più può fare la differenza per una persona malata e per le persone che le sono vicine. Ci sono troppe domande riguardo alla Sla che non hanno risposte! Per questo è importante aiutare queste fondazioni. Se non in modo materiale con donazioni di denaro, potete farlo con il volontariato, con il supporto morale, con la sensibilizzazione anche solo parlandone.. Non si tratta sempre solo di soldi. Basta anche solo non ignorare che queste cose esistono e possono capitare a tutti!  Qui ho scelto di parlare della Fondazione Borgonovo anche in onore della persona vicina a me perché lo adorava ed era un suo grande ammiratore e perché so di cosa sto parlando conoscendo la maledetta........ ma tutte le fondazioni che dedicano tempo e fatica per aiutare gli ammalati sono da prendere in considerazione. Alla guida della Fondazione Borgonovo c’è una grande donna: Chantal, la moglie di Stefano ed i suoi quattro figli che ogni giorno si impegnano nella raccolta fondi da destinare alla ricerca e trasmettere a il messaggio del loro campione agli ammalati perché non mollino mai, perché non perdano la speranza, perché trovino la motivazione per non lasciarsi abbattere! Non ci sono commenti da aggiungere su quanto sia speciale questa famiglia! 


Grazie alle persone come loro la ricerca può fare molti passi in avanti e noi tutti possiamo dare un piccolo contributo in qualsiasi modo anche solo con la positività e con la voglia a di non mollare mai...
Como amava molto Borgonovo e nonostante un iter decisamente lungo, fra burocrazia e qualche ritardo è stato inaugurato il Largo Stefano Borgonovo : il piazzale a davanti allo stadio di Como, la squadra dove aveva debuttato nelle giovanili e da dove era decollata la sua brillante carriera. Un ricordo toccante e sentito dedicato al nostro grande campione proprio nel giorno del suo 52° compleanno. Una dimostrazione di affetto sincero per tutto ciò che ci ha lasciato. Grazie !


Per entrare in contratto con la Fondazione Borgonovo visitate:

http://www.fondazionestefanoborgonovo.it/
oppure con la pagina facebook

https://www.facebook.com/Fondazione-Stefano-Borgonovo-Onlus-224760947726143/



(l.m.)

Betto Lotti: grande esponente del Novecento Italiano



Oggi presentiamo un grande artista legato al territorio lariano anche se ligure di nascita e toscano d'adozione..

BETTO LOTTI nasce a Taggia il 12 luglio 1894. Trascorse la sua giovinezza a Firenze. Conseguì la maturità artistica e frequentò l’Accademia di Belle Arti e si inserì in ambienti artistici influenti dove conobbe Soffici, Achille Lega, Primo Conti e Ottone Rosai che divenne suo grande amico. Fu proprio con Rosai che espose per la prima volta nel 1913 presso la Galleria Cavour ottenendo un grande successo di pubblico e critica. Durante la mostra le opere dei due artisti saranno “giudicate” da visitatori d’eccezione quali Marinetti, Boccioni, Carrà che ne apprezzeranno la notevolmente le qualità e le novità stilistiche-pittoriche innovative. 




Betto Lotti partecipa attivamente alla vita culturale del capoluogo toscano dedicandosi a numerose tecniche artistiche dall’acquaforte alla grafica, dall’acquarello alla pittura ad olio, lavora come disegnatore e modellatore di plastici topografici all’Istituto Geografico Militare e realizzerà anche scenografie per il Teatro Comunale di Firenze… un artista completo e un grande professionista.

Nel 1936 l’artista si trasferisce a Como. Qui continua la sua ricerca pittorica, insegna educazione artistica e ricopre anche il ruolo di vice presidente della Società di Belle Arti il tutto portando avanti contemporaneamente il suo impegno di pittore.



Sicuramente la bellezza del territorio Lariano e del Lago di Como ispirarono positivamente l’artista che parteciperà ad un notevole numero di mostre personali e collettive. Ovviamente frequentando e amando il mondo artistico porteranno il maestro Lotti a conoscere i grandi astrattisti comaschi quali Rho, Radice, Galli e Badiali. Egli non aderisce alle teorie rivoluzionarie degli amici astrattisti, ma indubbiamente la sua arte risente della loro influenza. Infatti l’artista cambia il suo stile artistico e la sua pittura si fa più attenta alle forme.

Muore improvvisamente nel 1977.

Recentemente si è svolta a Como una mostra antologica a lui dedicata intitolata “Da Firenze a Como, viaggio nell’arte di Betto Lotti” … una mostra bellissima!

Per restare sempre aggiornati su questo grande esponente del Novecento italiano visitate il sito


http://www.bettolotti.it/


sabato 24 settembre 2016

Consonno: paese irreale e suggestivo



Una storia che affascina ed incuriosisce tutti… nessuno escluso… un borgo antico… il sogno di successo… una Las Vegas made in Italy… un luogo dimenticato… Stiamo parlando di Consonno, una frazione del comune di Olginate, in provincia di Lecco. Un luogo su cui mise gli occhi un eccentrico industriale milanese il conte Mario Bagno, che nel periodo del boom economico ebbe l’idea di investire i suoi soldi in questo piccolo paese per farne una sorta di parco giochi. Il luogo lo affascinava molto: la bellezza della zona e la vicinanza con Milano, Lecco e Como lo rendevano ideale per il suo progetto. Come spesso accade chi possiede il potere dettato dal denaro può avanzare pretese folli e per poter realizzare questa idea giocosa fu necessario abbattere tutte le costruzioni dell'antico borgo allora esistente. Ovviamente anche gli abitanti non erano previsti come comparse nella sua Las Vegas… così quando si resero davvero conto di cosa stesse succedendo iniziarono ad abbandonare il borgo. I poveri illusi pensarono si trattasse di una sorta di miglioria per il loro paese… Invece il Conte ambizioso e megalomane si curava solamente di portare avanti la sua idea a qualsiasi costo; in poche parole spazzò via tutto. Gli unici edifici che rimasero in piedi furono la chiesa risalente al XIII secolo, la canonica e il cimitero. Ovviamente nella sua idea le costruzioni dovevano essere lussuose e dalle forme più strane, Consonno doveva lasciare tutti a bocca aperta così nel 1968 costruzioni decisamente al limite del kitsch con richiami a diverse culture: un castello medievale, una pagoda cinese, un minareto. E poi ancora una balera, hotel lussuosi, campi da calcio, luna park, casinò, zoo e avanti.. la brama di quest’uomo non conosceva limite. Voleva pure costruire una pista automobilistica. Le vecchie case vennero sostituite da palazzi. Consonno diventò un baccanale un centro divertimenti. Poi la natura , forse anche la violenza degli interventi effettuati dal Conte sul territorio (spostò perfino una collina per migliorare la visuale), reclamò il suo spazio con prepotenza. Nel 1976 una frana distrusse completamente la via che da Olginate conduceva a Consonno, decretandone la fine. Cinque anni dopo Il Conte Bagno tentò di riparare ma ormai i turisti non tornarono più e anche parecchi abitanti rimasti nella iniziarono ad andarsene. Tutte le strutture caddero in rovina senza l’adeguata manutenzione. Nell’ ottobre del 1995 il Conte Bagno morì all'età di 94 anni. Negli anni successivi Consonno divenne un luogo malfamato dove i pochissimi abitanti si ritrovarono a dover fare i conti con giovani alle prese con alcool e droga. Via libera all’abbandono! L'atto finale della storia di Consonno si ebbe durante un rave party nell’estate del 2007, praticamente una sorta di degenero in cui molte strutture furono ulteriormente danneggiate, rese pericolanti e sommerse da graffiti. Oggi il “paese” si raggiunge percorrendo una strada in salita attraverso un bosco . Le strade comunali sono percorribili a piedi, ma ci sono delle sbarre che impediscono l'accesso alle automobili e vengono alzate solo durante gli orari di apertura del cimitero. Molti degli edifici rimasti sono pericolanti e non è consentito l'accesso per motivi di sicurezza. L’atmosfera che si respira è a dir poco onirica. Questo luogo tanto suggestivo ha attirato anche il mondo cinematografico e pubblicitario. Infatti sono stati girati molti cortometraggi, spot e video musicali. A questo proposito postiamo il fantastico e potentissimo video dei Methedras girato proprio a Consonno. Consonno è spettrale, suggestiva, strana, misteriosa ma non è una città fantasma: nel 2007 fu fondata l'associazione "Amici di Consonno" un ente che si occupa di tutelare e far rivivere questo luogo. L’associazione è composta da volontari e da persone del posto che amano questo luogo e si impegnano costantemente per si occupa di tutelare il borgo prendendosi cura del verde e organizzando eventi. Un impegno ammirevole. Potrete  saperne di più visitando il sito http://www.consonno.it/home.htm o la pagina facebook Amici di Consonno.


Alcuni video e spot girati a Consonno: 


Il potentissimo video " Deathocracy" dei Methedras girato a Consonno


Il video Carillon di Mr Rain


Videoclip BMW find your Ex1t




mercoledì 21 settembre 2016

Eleganza a 5 stelle: "Il Sereno" resort - Torno - Lago di Como

Un albergo lussuoso e sorprendente ecco "Il Sereno" resort di Torno. Un edificio moderno e dal design accattivante che sorge sulle rive del Lario. Un hotel 5 stelle che non deluderà sicuramente le aspettative dl pubblico. Luis Contreras è il proprietario di questo luogo da favola e anche del famoso resort gemello "Le Sereno" a Saint Barth.
Il Sereno è stato selezionato da alcune delle testate internazionali più famoso tra i 25 migliori alberghi al mondo 2016.
Lo scenario unico del Lago di Como farà da cornice alle trenta lussuosissime suite, tutte con vista lago, firmate dalla designer spagnola Patricia Urquiola. A disposizione degli illustri ospiti una piscina sospesa sul lago, una spiaggia privata, un ristorante raffinato e imbarcazioni Ernesto Riva per gli spostamenti degli ospiti sul Lario. Il ristorante porta la firma dello chef Andrea Berton, autore di una cucina raffinata e complessa. 


Ma non finisce qui perché l'azienda offre anche a meno di 1 Km dal resort il complesso di Villa Pliniana dove Sereno Hotels ha firmato un contratto di gestione ventennale con la proprietà già fruibile e completamente ristrutturata, con 19 camere da letto negli appartamenti nell’edificio principale e 3 ville indipendenti che possono accomodare fino 39 ospiti. La Spa privata con piscina vista lago, le sale da ballo e i rigogliosi giardini sono cornice perfetta per matrimoni ed eventi di altissimo livello. 



Per informazzioni e prenotazioni visitate:

http://www.ilsereno.com/

http://villapliniana.com/it/